E quindi...
quindi mi ha lasciato..Quindi è successo ancora: mentre stavo beato a guardare il cielo dalle nuvole il mondo ha pensato bene di cadermi addosso un'altra volta. Stavolta ero più preparato.Almeno sotto certi aspetti. Avevo già chiarito a suo tempo alcune questioni fondamentali che ti trovi a dover definire la prima volta che ti succede, quando ti lascia il primo grande amore; il più grande solo perché è il primo: non hai mai avuto una delusione e pensi che non l’avrai , che a te non può succedere e l’investimento su di lei è pari all’infinito più uno; sei solo amore allo stato puro, una volta che capisci che anche quella cosa può finire sei finalmente diventato uomo o disilluso ai fini di ciò che voglio intendere un termine vale l’altro.
Quando qualcuno decide di tagliare e tu non te lo aspetti è interessante notare come sia inevitabile passare per le stesse dinamiche psichiche dei malati terminali : negazione, rabbia, patteggiamento, depressione e accettazione.
Di seguito le più comuni reazioni commentate fase per fase:
Negazione : “ tornerà da me …” o peggio : ”non può stare senza di me!”. E’ il caso di puntualizzare ... non c’è nessuno al mondo che non può stare senza di te, chiunque è in grado di stare da solo e tu stai per esserne la prova vivente.
Rabbia : “è una stronza!! tutto quello che le ho dato! quello che ho fatto per lei!!!” eccetera eccetera eccetera, questo è il momento in cui quando non sei con un amico stai zitto perché non ce la fai più a sentire la tua voce che si lamenta.
Patteggiamento: “però in fondo la capisco … anch'io ho sbagliato … “ e qui ti tocca fare pena, gli amici ti dicono o vorrebbero dirti di tirare fuori le palle, sanno perfettamente che se non esistesse un codice penale lei si troverebbe in ospedale con la faccia tumefatta di schiaffi.
Depressione: rabbia patteggiamento e negazione frullati e lasciati a macerare … finché non vanno a male, un sol sorso e ti fai divorare lo stomaco perdendo completamente le forze.
Accettazione: “ma si, è stato meglio così …” NON E’ VERO! ma finalmente sei fuori, la figata è che sei tutt’altro che morto anzi ricominci a vivere.
E quindi..-.
E quindi mi ha lasciato.
Mentre me ne stavo seduto sulle nuvole a pescare in un mare di stelle un altro sogno da regalarle sono scivolato sfaldandomi al suolo dopo un volo interminabile durato un istante ma dopotutto sono ancora vivo e in fondo posso dire: "ma si, è stato meglio così..." , e adesso che mi sono rialzato da terra getto di nuovo l'amo in quel mare di stelle; chissà che il sogno che avrei pescato non fosse proprio questo e appartenesse a me invece che a lei.
Domenico D'Apice
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Solo oggi trovo il tempo di cominciare a leggere il tuo blog dal principio...
RispondiEliminaInteressante l'analisi della sofferenza da te descritta... e purtroppo assolutamente reale..
Si attraversano proprio queste fasi... e la cosa bella è che penso sia così per chiunque...
Continuo a leggere... con curiosità...