venerdì 15 ottobre 2010

Incubi

Notte densa...non mi accorgo dell'ennesimo scricchiolio del legno che puntualmente stimola le mie inquietudini appena spengo la luce per dormire, né dei riflessi che talvolta noto, là, dove non c'erano mai stati,sagomati nel buio, sulle pareti scure, dalla luce che viene certamente da fuori ma di cui non riesco mai a stabilire l’origine. Non controllo se la ragazza seduta sulla sedia a leggere quel libro dall’anno in cui è stata appesa al muro, stia in qualche altra posizione rispetto a quella che il pittore ha scelto per lei. Non mi perdo in questi pensieri, non ora, perché l’ho già fatto.

Sto dormendo e ho già passato in rassegna le mie solite paure accantonandole con uno o più “non può essere” che ho imparato in tutta una vita a usare come polvere per soffocare scintille di paura prima che possano tramutarsi in fiamme di terrore insonne, nelle tante o poche notti in cui siamo costretti a ricaricare le nostre membra come batterie di carne e a sublimare qualche desiderio dell’inconscio che la realtà non ci concede di concederci.

Ma mi sveglio: per bere, per pisciare, per controllare che la realtà sia ancora lì o più semplicemente per qualcosa che mi ha destato: un assestamento del palazzo, una lievissima scossa di terremoto, un allineamento dell'asse terrestre, una presenza fredda che non può toccarmi, un angelo che mi ama o che mi odia...
Ad ogni modo mi alzo per andare in bagno. Cerco l'interruttore della luce con le mani tese nel nero che gli occhi appena aperti non hanno ancora cominciato a sbiadire. Lo trovo - tlic - la luce non si accende – tlic - tlic - non succede niente. Pensieri velocissimi per quanto intontito dal sonno arrivano ironicamente elettrici, aiutati dal battito cardiaco solo leggermente accelerato dal contrattempo causato dal dover trovare un'alternativa.
Intanto le pupille si dilatano abituandosi alle tenebre, lasciandomi finalmente percepire il biancore tenue proveniente dall'ambiente più luminoso della cucina che ha la tapparella del balcone appena alzata. Mi porto verso l'interruttore corrispondente che non vedo perfettamente ma che a memoria non faccio fatica a trovare - tlic - non si accende - tlic – tlic – tlic tlic tlic - Improvvisamente torna a farmi visita il senso di claustrofobia di cui soffrivo da bambino…come se qualcuno mi tappasse il naso. Penso - deve essere saltata la luce - certo! un black-out, non c'è dubbio - d'istinto cerco e immediatamente individuo il led del televisore che sta sulla mensola e che rosso, luminoso e immobile afferma il contrario e insinua in me un pensiero inquieto a cui cerco di resistere per non aumentare l'ansia che provoca; ma un pensiero che scacci è già un pensiero che stai facendo; volto la testa verso il bagno: la luce ora è accesa. Vado a vedere. Ma già al mio primo passo si spegne nuovamente. Cerco di riaccendere quella in cucina - tlic - buio - tlic tlic tlic - ancora buio... buio...buio...
Tolgo il dito dall'interruttore e istantaneamente si alternano velocissimi lampi di luce e buio. Sembrano quei neon rotti che mi hanno sempre dato un senso di malattia… d’ospedale, lo stesso effetto di una mano tremolante che spezzata esprime soffrendo il proprio dolore muto... mi pervade l’angoscia... c'è qualcuno in casa, una presenza che si sta prendendo gioco di me divertendosi del mio panico. Cerco di razionalizzare: - no. non può essere -... si alternano le luci della cucina e del bagno. Cerco di gridare ma la voce è soffocata... - sto sognando! sto sognando!- …già… sto sognando… apro gli occhi e finalmente respiro...

Mi ritrovo a letto sveglio e sudato ma tranquillo. Che brutto sogno. Ho sete. Mi alzo ma mi sento così pesante ... riesco a camminare solo a gattoni e la coperta mi rimane incollata addosso... arrivo in cucina, cerco l'interruttore – tlic - non si accende. Il led rosso del televisore acceso, non riesco a muovermi, sono pietrificato dalla paura e la porta del bagno si sta aprendo piano... no! no! no!

Mi sveglio con uno scatto di tensione nel mio letto... un incubo nell'incubo. Incredibile. Non sono neanche sudato, e c'è mio fratello, avevo dimenticato che era in casa stanotte...mi alzo dal letto per andare in bagno, sono ancora inquieto ma la sua presenza mi rilassa... entro senza accendere la luce. Chissà perché negli incubi di pocanzi la volevo accendere a tutti i costi, non lo faccio mai, e perché quel senso di claustrofobia di cui non ho mai sofferto? come se non fossi stato realmente … io.

Improvvisamente un brivido mi corre lungo la schiena fin su la testa lasciandomi barcollare e preparandomi alle reazioni che un corpo può avere solo preso dal terrore: Io non ho un fratello...il cuore si straccia nel petto per l’impulso violento di ogni battito... cerco di accendere la luce dello specchio...non la trovo... eppure l'ho sempre trovata anche al buio. Sento sotto le mani un - tlic - che accende la luce, ma nel posto dove trovo l’interruttore non c'è n’é mai stato uno. Il cuore pompando il sangue in blocco nelle gambe mi ha congelato la pelle lasciando i capillari vuoti di calore sanguigno e le mani tremanti di spasmi e fredde, un senso di nausea fortissimo mi lascia intendere che anche i globuli rossi della testa, che ora gira vorticosamente, sono assenti all’appello.
La luce e lo specchio rivelano una verità agghiacciante: Sono in un bagno che non è il mio, sto guardando in uno specchio che non è il mio, un volto che non è il mio...
Tento di gridare, ma è come prendere una nota così alta da potermi solo rendere conto di non possederla . Non voglio più vedere...non voglio! non voglio essere lì, non voglio guardare quel volto. Le luci a un tratto si spengono al comando dei miei pensieri... non capisco come ma è così ... sento qualcuno che si avvicina alla porta del bagno ...cerca a tentoni l'interruttore della luce. Non voglio che lo trovi, non voglio che l'accenda, non glielo farò fare...non ci riuscirà ...tlic


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mercoledì 11 agosto 2010

Angoli Illuminati...

Ciao a tutti,

questo periodo l'ho dedicato alla poesia.
Ecco quindi una seconda parte di me in altri otto piccoli frammenti, raccolti facendo luce in qualche angolo buio o più semplicemente nascosto della mia anima...
non dimenticate, leggendole, di darne un'interpretazione del tutto personale, diametralmente opposta o, per puro caso, perfettamente combaciante con ciò che avrei voluto comunicare; la poesia è di tutti...

Lasciami

Allora lasciami stare
Lasciami in pace
Non ti curare di me
Della mia presenza
Di quando soffro
Di cosa mi manca
Non ti chiedere nemmeno
 cos'è che mi fa rabbia
Chi, che cosa sono
percorrere con me un pezzo di strada
Sfiorarmi coi pensieri
Lascia che mi perda tra i sentieri
Di labirinti ormai senza speranza
Dì poi, se vuoi
che non sono mai stato abbastanza
Lasciami dormire senza sogni
perdere di te tutti i ricordi
Lasciami un dolore migliore
di tutto quello che non c'è
 ma che continua a farmi male
Lasciami cambiare
ed essere abbastanza per me stesso
Correre cadere ferirmi rialzarmi
Emozionarmi fare sesso
Lasciami la libertà di non guardarti
ogni volta che una donna ride
ogni volta che il cielo è azzurro
ogni volta che il sole scalda
ogni volta che il mare mi bagna
ogni mattino in quell'istante così lungo
In cui mi rendo conto
Che non sei tu ma stoffa ciò che sto stringendo
Lasciami sparire
Sciogliermi nella vita senza senso
Senza passato né domani
Di quotidianità
Giorno per giorno


IMPERFEZIONI

Forse dovremmo odiarci
oppure stringerci
combattere insieme
e forse arrenderci
magari amarci
restare indifferenti
cercare più attenzioni
non correre il rischio di farci notare
offenderci
sorridere
scappare
rincorrere
Cercare la verità che non esiste
Mentire
essere protagonisti
fingere coraggio
amarsi sempre amarsi
forse dovremmo amarci
amarci

INFANZIA

Dentro i fiori di un prato
Incantato tra i fili d'erba
La luce del sole riflessa sulla terra
Un angolo d'ombra d'estate calda
Le voci confuse dei giochi lontani
I cortili, le sei di sera
La freschezza delle piogge torrenziali
Il piacere di spogliarsi
di vestiti bagnati

E INFATTI...

E infatti non aveva senso
Scrivere
Sognare inutilmente
Solo un sorriso
Un suo sguardo cordiale
che poi ho scoperto
non c'entrava niente
Illuminarsi ancora
Ancora spegnersi
Struggersi immaginare innamorarmi
Casualità senza una causa che la renda tale
Nella mia mente quel sorriso
Nei miei pensieri il suo sguardo cordiale


Tu

Sei tutta la bellezza che mi serve
Se non potrai lasciarti amare
Lasciami un istante per guardarti
Fissarti nei ricordi
Facendoli impazzire
Che la mente inganni gli occhi
Se non ti posso avere
Lasciati guardare
Il resto di me senza te
Saprà cosa fare
Impazzire


Storia Di una Lacrima

Mi bruciano gli occhi
Vorrei dormire adesso
Abbracciato e caldo
Nel profumo di una donna
Mi manca
Farla sorridere
Mi manca
Riaccenderla
Mi manca
Se non penso a niente
Mi manca
e mi brucia la pelle
e sono così, perso
Lontano solo


Gioco

UNA PAGINA BIANCA
UNA PAGINA VUOTA
UNA NUOVA AVVENTURA
UNA DONNA
UN AMORE
UN COLORE MAI NOTATO PRIMA
UNA PAGINA BIANCA
UNA NUOVA CANZONE
UNA FESTA PER LA VITA
UNA FESTA PER VIVERE
SOLO UN FOGLIO DI CARTA
ED UN MONDO INTERIORE

Dormiveglia

E' un sogno
Senz'altro
Lo posso dimostrare
Spicco il volo
No, sto a terra
Meglio continuare
Le sue mani nelle mie
Una vita da decidere
Litighiamo, ci amiamo

E' un sogno
Mi ricordo di lei
Cosa è successo?
Ora dov'è?
Qui tra le mie braccia
Possiamo volare
Insieme
Meglio restare così
Coi piedi bene in terra
Senza ricordare
Col rischio di svegliarsi
ed amare qualcuno che non c'è
Meglio sognare
Sparisce anche dai sogni
Dalle mie braccia

E' un sogno
Non c'è dubbio
Non sto volando
è solo che è scomparso il pavimento
e tutto il resto
Sospeso nel vuoto
Senza niente da afferrare
Nessuno da stringere
e il vuoto di fuori va dentro
 il panico e mi sveglio
Gli occhi gonfi
Forse ho pianto
Senza niente da afferrare
Nessuno da stringere
Le proiezioni del tempo
Lontano nei ricordi
E' stato un sogno



Domenico D'Apice


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martedì 15 giugno 2010

Poesie ... senza impegno

Senza compromessi

Deve stupire
come anche una singola crespa sul mare
un attimo solo e raro in cui sarà
una forma che cambia e pure era un'onda

Deve essere di miele
così naturale che farà due più due
semplice tanto da essere bella
chiara e amabile come l'alba

Deve farsi mangiare
amara dolce matura acerba
la frutta che rubò e che dovrà restituire
il pomo che la farà ancora patire
il gusto che la vorrà inebriare

Deve essere triste
perché nel mondo il male è troppo
mai la vorrei insensibile
rabbia odio voce alta
le saranno perdonate all'alba

Deve essere mia
mi deve appartenere
come tutto o niente
niente o totalmente

Deve bruciare
infuocarmi come paglia
ammaliarmi come ipnosi
incantarmi come le fiamme di un falò
Mi deve amare


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Se forse non fosse così

Ipotesi
analisi insolita
risultati esiti utili
dubbi
verità antitesi della realtà
bugie fantasie palpabili
deviazioni per la retta via
se forse non fosse così
davvero


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Ombre

L'infinità del tempo
l'universo e ciò che lo comprende
noi singole identità
così straordinariamente sole.
Quanta preziosissima materia
 esistenziale sprecata
così numerosi da non riuscire
 a stare in compagnia
e la vita si spende in bazzecole


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Nostalgia

Niente è come il mare
una distesa verde
il cielo a volte azzurro
le stelle da guardare

Niente è come il mare
e senza mare sono niente
un lago tranquillo
è una presenza assente

Niente è come il mare
il mare il mare il mare
che canta sulle rive
ogni storia d'amore
è il mare che ci fa sperare

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Senza titolo

Ti voglio Amare
Non avrò questo amore sempre
Avrò sempre la forza per ritrovarlo
Assecondo la mia natura
e la mia vita sarà tua
e mi brucerò le mani stringendo il sole
e mi spezzerò per te
e non avrò cura del mondo
e non sentirò l'odio
Non ci saranno difficoltà
La gioia in una scelta
La felicità garantita e a portata di mano
Ti voglio Amare


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L'Ultimo uomo

Soldato
Che guerra combatti?
Quante volte ancora vuoi cadere
Soldato ribelle non stai nelle righe
Marci contro i tuoi compagni
Quanti sono?
Non saprai fermarli
Eppure ti rialzi
Morirai ancora una volta
E nessuno prenderà il tuo posto
Non fare il coraggioso
Quanto meglio è l'oblio dei tuoi compagni
PASSO!
Il ritmo della cadenza ti schiaccerà
Soldato non ti battere
Non credere di aver capito
Rimanendo un sognatore
Ma tu credi nell'amore
E io non me lo posso permettere
Marcia allora
Io muoverò i tuoi fili
Come quelli dei tuoi compagni
Lasciati andare
Sarà piacevole distruggere ogni cosa insieme
Consumare e marciare
Tutti insieme
CADENZA SOLDATO CADENZA!!!
Non ti voltare ancora
E se ti volti stavolta non ti rialzare
Nessuno ti crede più
Soldato amore

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Senza Ispirazione

Consapevole o no dei miei limiti
che importa
Vorrei lasciare ogni cosa
Ogni concetto appreso
Diventare stupido
Meravigliarmi nuovamente
Si spengono le anime conosciute
Anche l'amore non è più cosa nuova
La curiosità non si autoalimenta
Le parole Ti Amo riescono assurde
e ci perdiamo
Non sappiamo più dare
e quindi non riceviamo
eppure io Ti Amo
anche se non so chi sei
Mi lascio andare ma non volo
Quanta paura
Il gioco che giochiamo
fa perdere tutti
Che paura
Eppure io Ti Amo


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Trovarsi ad amare

Dovremmo trovarci ad amare
Un giorno casualmente
Sfiorandoci le mani
Cadendo nei pensieri l'uno dell'altra
Inciampando nelle nostre vite
Così dovremmo amare e trovarci
Me stesso in te che avevo perso
Te stessa in me
Trovarsi
Casualmente


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giovedì 13 maggio 2010

CONSUMO CONSAPEVOLE ORGANIZZATO - IL NEOSCIOPERO

Compagni,

Sono stanco e stufo di tutti voi e anche di me stesso.

Sogno la piazza piena e i compagni uniti, tutti, contro le ingiustizie, sogno EL PUEBLO UNIDO che compatto può cambiare il mondo, sogno tutto questo perché ancora mi batte in petto un cuore rosso e l'amore per la lotta contro le ingiustizie di chi odia le differenze che fanno del mondo un posto meraviglioso e alimenta le differenze che fanno di questo mondo un posto schifoso.

Eppure il messaggio che vi devo dare è un altro.

State a casa!!!

Non è più il nostro tempo.

Non è più il tempo delle piazze, delle manifestazioni che falliscono e danno a tutti lo stesso messaggio:

TANTO NON CAMBIA NIENTE …

Intendiamoci. Io disprezzo chi se ne sta tranquillo a casa e mi dice che non si interessa, non si informa, non gliene frega niente perché tanto : COSA CAMBIA ? Ma nel momento in cui provo questo sentimento negativo non posso fare a meno di pensare che il fallimento è di tutti anche il mio ed è giusto che io e tutti noi ci chiediamo il perché, in che cosa abbiamo sbagliato e in cosa stiamo sbagliando.

Siamo rimasti troppo indietro e troppo attaccati ai romanticismi di piazza e ai movimenti studenteschi uniti alle tute blu che una volta facevano paura e che potevano e sapevano imporsi e ora fanno solo ridere.

C'è chi se ne frega, c'è chi pensa di cambiare le cose semplicemente votando l'ultimo nuovo piccolo partito di Grillo, c'è chi pensa addirittura che questo o quel nuovo politico che dice quelle due o tre cose giuste potrà cambiare l'Italia.

Siete tutti degli illusi! Dei cani al guinzaglio che pensano di portare a spasso il padrone; questa è la nostra condizione attuale: L'ILLUSIONE. E allora forse chi ha smesso di crederci e non si interessa più di politica e pensa che non cambierà mai niente non ha tutti i torti anzi forse ha ampiamente ragione.

I tempi sono cambiati e noi pensiamo ancora di combattere le nostre lotte scendendo in piazza, pur vedendo gli scarsi risultati, non cambiamo strategia.
La propaganda di piazza è controproducente perché invece di aggiungere alla lotta altri compagni li sottrae col messaggio che nei giorni successivi a una manifestazione viene propinato, instillato e installato nei cervelli italiani via cavo pilotando ormai sapientemente e chirurgicamente l'opinione pubblica verso la confusione che porta all'oblio.

Grillo col suo V-day, in cui ho creduto tanto, è stato l'esempio più clamoroso di ciò che intendo. Una partecipazione come quella che ha avuto il V-day doveva ottenere ben altri risultati.

Dobbiamo capire che tutti gli strumenti di lotta e propaganda sono stati studiati a tal punto che non fanno più paura e vengono automaticamente e perfettamente veicolati a piacimento dal POTERE, nemico per eccellenza della giustizia sociale.
Una qualsiasi manifestazione ha bisogno di non più di cinque giorni per essere assorbita, digerita e risputata dai mezzi di comunicazione con un messaggio nuovo o del tutto contrario a quello portato in piazza, bastano cinque giorni per far sì che la gente torni alla propria piatta esistenza facente parte del gran miscuglio incolore mass-mediatico.

La lotta deve rinnovarsi.

Grillo ci ha insegnato che internet può fare grandi cose. E' questo il messaggio che dovevamo raccogliere, non quello di fare un numero grosso che alla fine è facilmente modificabile. Il popolo viola riunitosi a Roma è stata una gemma fiorita dalle iniziative multimediali di Grillo ma come manifestazione non ha reso; perché non poteva farlo. Ma il modo in cui ci si è organizzati tramite internet è stato rivoluzionario e infatti ha scosso il Governo, vedi la reazione del Ministro Romani.

E' l'ultima volta che vi chiamerò compagni da nostalgico di un tempo di manifestazioni e risultati ottenuti che tra l'altro io non ho vissuto ma non la userò ancora in futuro perché bisogna rinnovarsi anche nel linguaggio.

I problemi sono di tutti e non bisogna dargli già in partenza un titolo che ci divide sullo scaffale delle soluzioni.

Da internet devono partire iniziative mirate, a effetto sorpresa, che coinvolgano tutti, che non ci dividano sui problemi ma che finalmente mostrino delle soluzioni.
E' maledettamente inutile continuare a lamentarsi di Berlusconi se poi su tutti i nostri televisori abbiamo i canali Mediaset, se abbiamo il conto alla Mediolanum, se siamo tifosi del Milan e così via. Berlusconi sta dov'è e fa benissimo il suo lavoro. Un lavoro che noi non siamo più capaci di fare: LA PROPAGANDA.
Per lui, bene o male l'importante è che se ne parli, esattamente come ragiona qualsiasi uomo di spettacolo, e quale miglior governante ci dovremmo meritare in un mondo che oggi basa tutto sul COME sono e non sul CHI sono.

Già in altri post ho fatto riferimento al consumo consapevole come strumento di lotta e insisto nel dire che il boicottaggio organizzato è l'unico sistema per cambiare le cose, l'unico modo che abbiamo con comodità e semplicemente scegliendo dalle nostre case o nei nostri supermercati di zona di mettere in ginocchio chi non fa le cose per bene e faccio riferimento a tutti non solo al premier.

Mi riferisco alle multinazionali che lasciano a casa i lavoratori, ai sindacati che si mettono d'accordo con le multinazionali per lasciare a casa i lavoratori, alla chiesa in politica, alle aziende che sfruttano i bambini (Nike, Adidas, Mattel, Chicco, Benetton, Reebok, Levis, Chiquita), che sperimentano sui bambini dei paesi poveri i propri prodotti sfruttando la fame degli stessi (ancora Nestlé e Danone) e in generale al tutto il potere economico che ci vuole consumare e consumatori amebe senz'anima.

Sono sicuro che vedremo presto un primo grande esempio di forza che darà una svolta alle coscienze cui seguiranno altre scelte di Consumo Consapevole Organizzato , (il "boicottaggio" è un'altra parola da lasciarsi alle spalle) proprio perché finalmente ad azione corrisponderà una reazione e un mutamento reale che metterà a tacere chi continua a dire che tanto non cambia niente.

per ora posso solo salutarvi con un ultimo e nostalgico ...

HASTA LA VICTORIA ... SIEMPRE!!!


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domenica 21 febbraio 2010

Il meme … altruista SECONDA PARTE

...


Richard Dawkins è un etologo biologo che ha elaborato una nuova teoria dell’evoluzione che espone in un libro molto interessante, “Il gene egoista” in cui afferma, a grandi linee, che l’uomo è solo una macchina comandata da ordini preprogrammati dei geni che “pensano” esclusivamente alla propria sopravvivenza e riproduzione, da qui il loro “egoismo” ma Dawkins ha posto le basi su cui riflettere anche per la nostra futura evoluzione che non sarà più a livello fisico ma sul piano culturale coniando un nuovo termine e una nuova scienza : il meme e la memetica.

Il meme è un’unità di informazione , un concetto che si auto-riproduce con il trasferimento e la propagazione tra le menti umane.

“Secondo Dawkins le culture possono evolversi in maniera analoga a come si evolvono le popolazioni e gli organismi viventi. Molte delle idee che passano da una generazione alla successiva possono aumentare o diminuire le possibilità di sopravvivenza della generazione che le riceve che a sua volta potrà ritrasmetterle”

Questo estratto di Wikipedia è ciò che mi ha colpito quando ho letto “il Gene egoista” e ciò che mi ha spinto a scrivere il post che state leggendo.
La cultura esistente oggi, intesa universalmente come insieme di tutte le culture dei popoli del pianeta, è ancora ai primi gradini della scala evolutiva memetica ma non siamo più scimmie e stiamo in piedi già da un bel pezzo e abbiamo cominciato a costruire i primi strumenti per poter comunicare ma la strada che porta alla conquista dello spazio è ancora lunghissima.

Bisogna cominciare a pensare che a una società più ricca non corrisponde affatto una società più felice, dobbiamo impregnare la nostra cultura di sani e reali valori umani: sarà questa la forza che darà alla nostra evoluzione memetica la spinta di cui ha bisogno.

La memetica ha il vantaggio di poter essere in qualche modo direzionata: è con l’amore verso il prossimo, con l’altruismo , con il progressivo disinteresse per tutto ciò che è effimero e materiale che avremo la nostra Ri-Evoluzione.

Nel film “il pianeta Verde” di Coline Serreau viene mostrata una società di esseri alieni evoluti che vivono a stretto contatto con la natura e che hanno quasi dimenticato quello che erano stati in epoche remote. Nella riunione che tengono all’inizio della pellicola lo stato in cui ci troviamo noi viene definito “epoca industriale” che nelle loro argomentazioni è sinonimo di preistoria; più avanti nel film due ragazzi alieni raccontano a un terrestre che al loro periodo industriale seguì l’epoca dei “Grandi processi” a coloro che fabbricavano prodotti nocivi alla salute e poi del “Boicottaggio” ovvero la decisione comune della gente di smettere di comprare e buttare tutto ciò che è nocivo mettendo in ginocchio il potere: il “Caos Pre-rinascimento”.

La nostra epoca richiede il risveglio dell’altruismo. Non saremo noi a beneficiare di un mondo migliore ma i nostri sacrifici salveranno i nostri discendenti. Il ripristino dell’equilibrio con l’altruismo sarà sicuramente un trauma sociale che dovremo sopportare noi per i nostri figli, dobbiamo essere noi i boicottatori che vivranno il caos pre-rinascimento di cui si parla nel film della Serreau oppure lasciare che la nostra paura ci rubi una gloria da impavidi che sarà comunque ineluttabile alle generazioni future.

Il gene secondo Dawkins è egoista per il semplice fatto che il sentimento più naturale ad avergli permesso la sopravvivenza fino a farlo arrivare al nostro stadio evolutivo è l’egoismo. Ho voluto dare al meme l’aggettivo di altruista perché penso che sia il sentimento più naturale per il continuo della nostra specie e affinché il titolo stesso diventi un meme per chi sta leggendo e si propaghi come messaggio di speranza e base di un’evoluzione ancora incerta cui possiamo dare noi un’accelerata ma che avverrà in ogni caso e inevitabilmente perché ciò che si evolve migliora per non morire.


Ogni singolo individuo deve accendere dentro di sé una nuova coscienza che si propagherà e insieme con le altre si irradierà sul futuro della specie umana semplicemente facendo una scelta e la mia è quella di dare al meme nato in questa epoca l’aggettivo migliore ad accompagnarlo verso la prossima era, io ho scelto per lui l’altruismo e spero di accendere in voi la stessa virtù o se volete una migliore.


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martedì 16 febbraio 2010

Il meme … altruista PRIMA PARTE

"Che cosa voglio ?" Penso, cerco di rispondere con sincerità a me stesso e mento. Perché una risposta in termini pragmatici è tanto differente da una risposta speculativa?
Perché rispondere significa mettersi in discussione e rispondere con sincerità significa sentirsi inevitabilmente falliti.
Cosa significa realizzarsi?
Sono i desideri che riusciamo ad avverare che ci rendono felici?
Dovrebbe essere così ma non lo è mai. Dovrebbe essere così ma non lo è più … data la natura artificiosa dei desideri odierni.

Secondo la piramide di Maslow (teoria del 1954) l’individuo che si auto realizza è colui che riesce a soddisfare i propri bisogni secondo una scala che parte da una base ovvia di bisogni fisiologici passando in modo naturale e automatico all’esigenza di soddisfare bisogni sempre più alti a livello morale , in sostanza l’autorealizzazione passa obbligatoriamente per la strada del soddisfacimento dei bisogni ma questi dovrebbero essere sempre più elevati nella scala dei valori umani e pochi sono coloro che riescono ad arrivare alla punta della piramide.
Se confrontiamo la piramide di Maslow con i desideri più comunemente sentiti oggi, si evince chiaramente che dalla gratificazione dei bisogni primari saltiamo direttamente all’esecuzione dei “bisogni pubblicitari” o meglio, siamo deviati verso questi ultimi stravolgendo la nostra naturale evoluzione.
Per auto realizzarci dovremmo seguire le nostre attitudini ,sfruttare le nostre capacità , seguire la massima nicciana : “diventa ciò che sei”.
Le nostre potenzialità rimangono inespresse o sconosciute per tutta la nostra vita lasciando eventuali pittori, musicisti, scultori, matematici, filosofi, pensatori sopiti in noi e alla base della piramide dove possono al massimo mangiare, bere e dormire.

Quanto ho scritto finora lascia intendere un'umanità narcotizzata al punto di non accorgersi di ciò che vuole ma che è cosciente in qualche modo di ciò che non ha , un'umanità che demotiva, che non fa sperare in un grande futuro per se stessa ma sarebbe una lettura errata della nostra epoca e società.

Il problema è considerarci in un certo senso adulti. C’è da chiedersi innanzitutto rispetto a cosa dovremmo esserlo. Credo che il mondo andrà avanti ancora per diversi miliardi di anni e tra duemila di questi (per dire una cifra casuale) avremmo ancora un largo margine di crescita.
Volendo proprio dare un’età a questo mondo, paragonandola per semplificare a quella di un uomo credo che non si possa andare oltre l’adolescenza. Siamo quindicenni, chi più chi meno, e ci comportiamo come tali : non sappiamo bene quello che vogliamo, ci atteggiamo da adulti, siamo in balia di quello che luccica e di ciò che è bello e lo vogliamo ottenere a qualsiasi costo e subito anche a prezzo della nostra libertà e facciamo danni incredibili presi dall’impeto della nostra gioventù.

Messa in questi termini è facile passare all’ottimismo di cui fra l’altro abbiamo davvero bisogno: dobbiamo solo aspettare che il ragazzo cresca, nel frattempo però il mondo rimane un giocattolo pericoloso da gestire in un’età tanto delicata.
Il nostro compito oggi è quello di crescere e di educare quel ragazzo nonostante il paradosso evidente di trovarsi contemporaneamente nel ruolo di educatori e alunni.

Dobbiamo dirgli di abbandonare l'odio, dobbiamo ripetergli in continuazione e senza mai stancarci che l'amore, l'onestà, l'amicizia, la giustizia sono valori che stanno ben al di sopra di qualsiasi bene materiale, dobbiamo creare fiducia, non essere disfattisti, prospettandogli un mondo possibile in cui potrà vivere in pieno il suo essere, insegniamogli che il consumo di ciò che non serve è un inutile spreco che offende l’intelligenza di ogni essere vivente nonché la propria, diciamogli che se ogni concetto, ogni valore sono trasformati in denaro e pubblicità anche il più piccolo gesto d’affetto perderà la propria spontaneità e ripetiamogli a non finire che questo circolo vizioso può essere spezzato.

Oggi siamo in attesa di una nuova grande rivoluzione. Il mondo non può più essere cambiato con le guerre, con l'odio, con la soddisfazione continua di nuovi e inutili bisogni creati ad arte affinché durino poco per scomparire un attimo dopo l’acquisto per far posto ad altrettanti inutili bisogni in una catena senza fine di cui solo ora stiamo cominciando a intuire il gioco inutile perverso e masochistico.

Dobbiamo affidare il nostro futuro alle parole che diventano coscienza, alle scelte più piccole ma più numerose che ci restituiranno la “Politica” nel senso più puro del termine col potere di un messaggio universale positivo e ancora una volta ripeto non disfattista: “VOGLIAMO LA LIBERTA’ DAL CONSUMO E FIGLI FELICI ”.
Cominciamo col leggere sulle etichette di quello che compriamo ciò che non c’è scritto, EDUCHIAMOCI:

ATTENZIONE : prima di comprare questo prodotto assicurati di averne bisogno e di non averne già uno simile in casa con poche funzioni in meno ma perfettamente funzionante. La ditta produttrice quest’anno ha licenziato persone pur essendo in attivo e sfrutta bambini per la produzione dei pezzi che lo compongono.

Questi prodotti esistono e lo sappiamo tutti ma vi chiedo: il fatto che l’etichetta così come l’ho descritta non venga effettivamente apposta vi fa sentire davvero del tutto innocenti ?

E ancora vi chiedo di riflettere sul potere politico che ogni singola scelta può avere se messa insieme a un comune senso di giustizia : se domani un miliardo di persone (meno di un sesto della popolazione mondiale) decidesse di non comprare mai più anche solo uno di questi prodotti, quale pensate possa essere l’impatto sulle società produttrici?
Organizzandoci, e con internet è in sostanza un gioco, non pensate che il manico del coltello passerebbe dalla parte più giusta? O quantomeno non sarebbe più in mano al quindicenne viziato, egoista e ingordo.

Condivido il malumore generale di chi legge nella nostra epoca una demotivazione tratta da uno stato di cose che sembra non avere una possibile svolta e capisco il pessimismo ma quest'ultimo non lo condivido.

E' fin troppo facile essere negativi e prendere spunti dalla situazione attuale ma ci sono tantissimi segni di qualcosa che si muove, di una presa di coscienza appena nata ma sempre più forte ed è ingiusto per quelli che cercano e riescono a muovere qualcosa sentirsi sempre dire che non c'è niente che si possa fare, che tanto non cambierà mai niente, che l'uomo ormai è corrotto, addormentato e succube del consumo, non tutti gli uomini lo sono e quelli desti sveglieranno i dormienti, non sarà così per sempre.

Ci sono i movimenti di commercio equo-solidale, villaggi ecologici, turismo responsabile, persone sempre più attente ai consumi, aziende disposte a cambiare e spendere per tecnologie energetiche pulite, leggi sul rispetto della natura e scienziati che studiano altre tecnologie per un mondo migliore ma non è tutto anzi non è che una piccolissima parte di quanto davvero si sta facendo e c’è molto di più di questo: c’è l’evoluzione dell’uomo che non si è fermata.

Secondo alcuni studiosi, uno in particolare, dall’evoluzione genetica stiamo passando all’evoluzione memetica che se letta nel modo giusto fa ben sperare ma di questo parlerò nella seconda parte del post …


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lunedì 11 gennaio 2010

Odio la Noia

Odio la noia, è difficile anche darle una connotazione precisa.
Nella consapevolezza di uno stato d'animo si riesce perlomeno a definire perfettamente la causa scatenante, come per l'amore, il divertimento, l’odio e il resto dell'ampia gamma di sensazioni disponibili come agenti reattivi alla vita.
La noia è diversa.
Non reagisce alla vita ma nasce dall'assenza di qualsiasi altro stato d'animo: l'antimateria della sensibilità emotiva, un buco nero nell'anima. Ti prende quando non ti senti felice e neanche triste, quando non trovi un passatempo e il tempo sembra scorrere senza un particolare motivo.
E' uno stato del tutto innaturale. Non dovrebbe esistere. L'essere umano oggi si annoia quando non ha qualcosa che gli occupa il cervello con qualche trucco, quando la mente non rivolge in automatico l'attenzione da un pensiero che la tiene impegnata alla gioia che si dovrebbe avere apprezzando il mondo in tutto il suo meraviglioso e naturale splendore, è un “cosa faccio ora ?“ continuo e senza risposta.
Ci siamo disabituati a guardare le cose belle e ancora di più a fare in modo che queste ci circondino. Immaginiamoci per un istante su una spiaggia al tramonto, sulla sabbia tiepida, e senza fare nient’altro, ci staremmo annoiando o godendo la vita?

Quando ho tempo libero leggo, suono,mi informo,scrivo,ascolto della musica; a volte però non ho voglia di fare nessuna di queste attività e istintivamente guardo fuori dalla finestra, come a cercare quello che mi manca fuori nel mondo ma non lo trovo e il mio cervello non trovando risposta non riceve nuovi stimoli e vive la conseguenza innaturale del tedio.

Dobbiamo fare attenzione ai nostri istinti, soprattutto a quelli meno forti dove agiscono sentimenti subdoli come la noia; l'istinto è un'evocazione atavica della nostra natura primordiale se quando non soddisfo fame, sete, pulsioni sessuali, mi sento frustrato sarà ovvio che non appagando la mia fame di bellezza ne risentirò ugualmente, ma perché questo avviene ? La risposta è semplice: quello che la nostra indole cerca là fuori oggi non esiste più, almeno non nella quantità necessaria;è logico pertanto dedurre che quando il suddetto bisogno di bellezza veniva accontentato non doveva esserci noia e questo ci deve far riflettere dal momento che abbiamo la presunzione di esserci tanto evoluti.
Se uscendo di casa trovassi un orizzonte che trova la sua fine solo sposando cielo e terra sono convinto che non chiamerei quei momenti di silenzio con lo sguardo nel vuoto e un cosa faccio ridondante in testa: noia.
La noia è un pezzo della nostra vita che ne va senza emozioni e questo è assolutamente fuori dalla logica di madre natura è come se i girasole nascessero in cantina o ancora peggio scegliessero di nascere al buio.
Il mondo è bello: noi lo nascondiamo ai nostri occhi.
So bene che il mio è un parlare confuso e il vostro sarà un intendere incerto ed è normale perché siamo nati e cresciuti s-naturandoci e ci sembra che questa sia l’unica realtà possibile.
Flora e fauna in armonia con l’uomo e l’uomo in armonia con se stesso e con gli altri e mai per un solo secondo della sua vita solo, questo è un mondo pieno di bellezza, come era in principio e come dovrebbe essere adesso.
Perché mai dobbiamo svegliarci soli, perché questo bisogno di indipendenza estrema che ci porta alla solitudine, perché la maggior parte delle nostre vite le viviamo senza abbracci, carezze, risate, coccole, amore, sorrisi, dolcezza, gioco, compagnia e soprattutto per quale masochistico motivo il tempo della nostra vita unica e breve che dovremmo passare affogando in un mare d’emozioni lo usiamo per procurarci un computer,un cellulare, una macchina, e dulcis in fundo : una casa, terribile e drammatico argomento troppo lungo da trattare; voglio solo dire che siamo riusciti a smontare l'orizzonte che prima era di tutti per venderne i pezzi sul mercato immobiliare, quello che se lo può permettere si compra la vista sul tramonto, il mare, la spiaggia, l’orizzonte pagando tanto di sovrapprezzo sopperendo così in minima parte al proprio fabbisogno di bellezza come antidoto anti-noia monodose giornaliera e quello che non può si arrangia con le sue frustrazioni e poster-placebo di luoghi lontani.

Le nostre vite continueranno in questo modo, non c’è dubbio, perché non riusciamo a vedere diverse possibilità e perché non vogliamo renderci conto della realtà e preferiamo stare ovattati nel nostro mondo di scuse dando così un valore alla nostra vita. E’ tutto molto comprensibile, se penso a quanto ho scritto e faccio i conti le ore di noia diventano in fretta tante ed è un boccone pesante e grosso da mandare giù, ma bisogna sempre tenere viva la coscienza e domandarsi se davvero vogliamo che i nostri figli continuino la strada che noi stiamo percorrendo adesso, se non conviene cominciare a sterzare perché la curva per tornare indietro non si faccia sempre più ampia tanto da diventare dritta … Pensiamo davvero che tanto i nostri figli saranno avvocati , giudici , cantanti famosi, che sfonderanno, che staranno meglio di noi perché li salveremo dai nostri stessi errori iscrivendoli così al concorso per essere infelici e mai all’altezza oppure vogliamo accettare i nostri figli e salvarli dalla competizione che deve per forza di cose far perdere qualcuno Cominciamo con le nostre scelte a regalare loro un mondo che già gli appartiene dove possano vivere sereni, felici, circondati di bellezza e al massimo con una parola in meno nel proprio vocabolario : NOIA.



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lunedì 4 gennaio 2010

Alternative

Il mondo così come lo conosciamo è sbagliato.

L’umanità così come la conosciamo è colpevole.

Lo siamo tutti, siamo tutti colpevoli. Al banco degli imputati l’umanità con la quale mi costituisco secondo il principio ispiratore della legge sull’omissione di soccorso.

Abbiamo i mezzi, abbiamo la coscienza, sappiamo e quindi non abbiamo scuse : mentre noi tutti mangiamo, mentre gran parte del cibo finisce in pattumiera, mentre ci circondiamo delle cose più inutili ci sono bambini che muoiono di fame.

Finché non sei a conoscenza di una situazione sei innocente ma dal momento in cui scopri un’ingiustizia prendendone coscienza, o ti trovi nelle condizioni per cui il tuo intervento può evitare il suo verificarsi, sei moralmente obbligato a intervenire, e se non lo fai sei colpevole. Oltre all’articolo sull’omissione di soccorso ce ne sono molti altri che si basano sullo stesso principio ispiratore cercando di definire, regolare e disciplinare la collettività nei suoi confini legislativi.

Diversamente,se prendiamo in considerazione la collettività mondiale e le leggi che anche se non scritte sono insite nell’animo umano allora siamo tutti davanti alla morte di questi bambini e stiamo lasciando che avvenga sotto i nostri occhi, ne siamo coscienti e per questo siamo colpevoli. Ci alziamo dal letto ogni mattina inforcando occhiali filtrati che ci fanno vedere solo quello che vogliamo vedere.

Il mondo si dovrebbe fermare e dovrebbe ricominciare a girare solo quando anche l’ultimo bimbo sia stato messo al sicuro, nutrito, protetto dalle bombe, dalla violenza, dalla paura, dal lavoro, da un mondo di adulti che per star comodo sacrifica la propria innocenza perdendo ogni dignità.

Il mondo... gira nonostante tutto e tutti abbiamo una perfetta cognizione di ciò che sta accadendo e non facciamo niente perché non siamo più padroni delle nostre coscienze o almeno questa sarebbe l’unica difesa che ci verrebbe utile davanti alla dea della giustizia.

Siamo dipendenti da un sistema in regime simbiotico, come se avessimo tutti un tumore in testa che non ci uccide ma non ci lascia nemmeno la piena facoltà delle nostre decisioni , viviamo nei limiti che ci impone anche se questi sono ingiusti e nocivi e non possiamo rimuoverlo se non perdendo la nostra vita.

Il sistema va difeso e deve restare così com’è, il sistema è ormai perfetto e dotato di strategie di autodifesa, ha preso vita, è cosciente! E appena si sente minacciato, sposta l’attenzione di continuo su altre cose che lui stesso ci ha insegnato a ritenere di vitale importanza e noi accettiamo queste distrazioni perché ci danno una scusa, un falso alibi, mille falsi problemi di cui preoccuparci così possiamo dire a noi stessi che è colpa del governo, della destra, della sinistra, che dovevamo lavorare, pagare il mutuo, fare la spesa... Noi sappiamo che abbiamo bisogno di un alibi e sappiamo che l’alibi non regge ma essendo tutti complici ci reggiamo il gioco l’un l’altro.

Esiste un'unica grande verità : c’è un bimbo che muore anche mentre stai leggendo questo post e purtroppo ce ne sarà uno anche quando questo post sarà letto un’altra volta tra un mese , un anno e non voglio andare oltre per non inorridire e tu come me sei complice della sua morte e di quella di tutti gli altri, e se pensi che la tua parte sia piccola allora mettiti a contarli tutti da quando puoi dire di avere coscienza che questo accade e vedrai che la tua colpa è senza fine. Ne muore uno ogni tre secondi!!!

Quando faccio questo discorso trovo sempre chi a un certo punto dice “ e le soluzioni? Le alternative quali sono ?” lasciando intendere che parlare è facile quanto inutile e anche che è sempre stato così e che non c’è niente che si possa fare, poi c’è chi mi cataloga ed etichetta come idealista sinistroide. Ai primi posso dire che cominciare ad essere coscienti e cercare di mantenere questa coscienza senza farci distrarre è già un buon inizio, che non bisogna smettere di parlare di un problema e ancora meno vergognarsi o stancarsi e sentirsi addirittura a disagio perché si parla di un problema, perché nel momento in cui parli di un'ingiustizia perché non la vuoi accettare e perché vuoi che si faccia qualcosa contro di essa allora cominci la strada che porta dall’omissione di soccorso al primo soccorso.

Dobbiamo fare in modo che se ne parli, dobbiamo portare i problemi all’attenzione della gente, dobbiamo far si che il problema cominci a pesare per quello che è realmente, dobbiamo unirci in questo e dobbiamo fare in modo che quando troviamo una persona che non sente il problema come proprio si senta a disagio. Non è impossibile se pensate quanto oggi vi sentite strani e a disagio quando all’estero laddove la legge sul fumo non è ancora passata vi accendete una sigaretta in un locale; le dinamiche psichiche sono la chiave della nostra redenzione e la strada verso l’innocenza.

Ai secondi mi viene solo da dedicare epiteti ingiuriosi ma sono educato e cerco sempre la strada del dialogo: la vita di un bambino è un bene prezioso universale e sta al di là di qualsiasi posizione politica.

Oggi dobbiamo fare qualcosa perché possiamo, perché sappiamo, perché liberarci di quel tumore che chiamo sistema porrà fine alla nostra vita così come la conosciamo ma ci restituirà la vita così come dovremmo conoscerla.


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