Ognuno di noi ha le sue paure. L’errore più grande che si possa fare a mio avviso è lasciare che queste decidano per noi. Le peggiori sono quelle che si presentano come finestre chiuse intorno al cuore e che non gli permettono di affacciarsi sul meraviglioso panorama delle passioni.
Purtroppo molte di queste sono infinitamente piccole ma riescono comunque nel loro intento.
Quando in amore non ci si lascia andare per paura si perde in partenza.
La sensazione che provo io è quella di trovarmi di fronte a un ragazzetto gracilino ma con un grande potere di persuasione, uno di quelli che solo con l’arroganza riesce a farti fare indietreggiare e ti viene da pensare : ma vedi te se sto cosetto mi deve far sentire così impotente!
La verità è che lui non ha niente da perdere e tu pensi di perdere qualcosa.
Io non ho queste paure, o meglio cerco di non averle, riconoscerle è già qualcosa. In amore do tutto. Mi lascio andare; Talmente tanto che la paura dell’altra persona passa addirittura dalla difesa all’attacco.
Quante volte mi sono sentito dire : stiamo correndo troppo, ci stiamo vedendo troppo, non sono sicura di quello che provo: paure stupide.
Quanta vite pensiamo di vivere? Ne abbiamo una e solamente una. Io non corro, io voglio vivere intensamente e senza timore di amare!
Di solito la do comunque vinta. Bisogna stare al gioco e per quello che mi ritrovo spesso a soffocare i sentimenti per non spaventare e nutrire le paure dell’altra.
Poi ci sono altre paure, molto più grandi, quelle che troveremmo entrando nella famosa stanza 101.
Quelle paure invece meritano più rispetto, fanno parte di noi e accettarle nell’altro è una dimostrazione d’amore.
Voi cosa trovereste nella stanza? Cosa direste ad O’Brien di fronte alla vostra più grande paura? Tradireste Giulia? Tradireste Winston? Provate a chiedervelo e cercate di rispondervi guardandovi dentro e con la massima sincerità. Mettete in conto che lasciamo normalmente per molto meno, mettete in conto che scegliamo già a priori in base ad esse e che probabilmente abbiamo già perso ancora prima di giocare.
La posta in gioco è alta. Si tratta dell’amore contro il sistema che ci vuole innamorati di sé.
Quanti di voi in nome dell’amore accetterebbero di chiudere il proprio profilo di facebook? Di spegnere il cellulare quando si è insieme alla persona amata?
La maggior parte delle persone oggi non può rinunciare a queste cose. E se fossero messe di fronte a una scelta ti darebbero del pazzo e si tirerebbero indietro, non importa quale sia il valore della persona che stanno perdendo, non importa quanto sia l’amore che sentono e vi dirò di più si sentirebbero addirittura giustificati .
Io ovviamente non faccio di queste richieste. Sono regole amare ormai troppo radicate nella società da potere essere messe in discussione. Ma non sapete quanti momenti d’incanto ho visto in frammenti per colpa di cellulari e social network: cena fuori, lume di candela,cellulare sul tavolo.
Ci vorrà un po’ di buon senso?!
Troppo spesso scambiamo la schiavitù per indipendenza e in nome di quell’indipendenza che è, ripeto, nient’altro che schiavitù, ci castriamo ancora prima di scoprire se siamo o meno innamorati.
Una novità per chi non l’avesse capito, non si può amare ed essere indipendenti ma si deve amare donando con desiderio la propria vita. Solo allora quando ci si dona totalmente si può dire di essere innamorati.
Questo non significa che bisogna rinunciare alla propria vita, significa solo che la dai alla persona che ami perché sai perfettamente che l’altro non ne farà qualcosa di suo ma qualcosa da trattare con cura e con amore.
Ora è il mio turno di entrare nella stanza 101, O’Brien non ama aspettare ed è pronto a farmi salire in cabina. L’aereo che mi porterà sulle nuvole ha già il portellone di uscita aperto e so che non lo chiuderanno, non so se riuscirò a gridare tutto il mio amore per lei lanciandomi nel vuoto o se la rinnegherò pensando a quella sera in cui per l’ennesima volta di fronte al mare invece di baciarmi ho dovuto sentire quel maledettissimo suono : RINGTONE!!