lunedì 4 gennaio 2010

Alternative

Il mondo così come lo conosciamo è sbagliato.

L’umanità così come la conosciamo è colpevole.

Lo siamo tutti, siamo tutti colpevoli. Al banco degli imputati l’umanità con la quale mi costituisco secondo il principio ispiratore della legge sull’omissione di soccorso.

Abbiamo i mezzi, abbiamo la coscienza, sappiamo e quindi non abbiamo scuse : mentre noi tutti mangiamo, mentre gran parte del cibo finisce in pattumiera, mentre ci circondiamo delle cose più inutili ci sono bambini che muoiono di fame.

Finché non sei a conoscenza di una situazione sei innocente ma dal momento in cui scopri un’ingiustizia prendendone coscienza, o ti trovi nelle condizioni per cui il tuo intervento può evitare il suo verificarsi, sei moralmente obbligato a intervenire, e se non lo fai sei colpevole. Oltre all’articolo sull’omissione di soccorso ce ne sono molti altri che si basano sullo stesso principio ispiratore cercando di definire, regolare e disciplinare la collettività nei suoi confini legislativi.

Diversamente,se prendiamo in considerazione la collettività mondiale e le leggi che anche se non scritte sono insite nell’animo umano allora siamo tutti davanti alla morte di questi bambini e stiamo lasciando che avvenga sotto i nostri occhi, ne siamo coscienti e per questo siamo colpevoli. Ci alziamo dal letto ogni mattina inforcando occhiali filtrati che ci fanno vedere solo quello che vogliamo vedere.

Il mondo si dovrebbe fermare e dovrebbe ricominciare a girare solo quando anche l’ultimo bimbo sia stato messo al sicuro, nutrito, protetto dalle bombe, dalla violenza, dalla paura, dal lavoro, da un mondo di adulti che per star comodo sacrifica la propria innocenza perdendo ogni dignità.

Il mondo... gira nonostante tutto e tutti abbiamo una perfetta cognizione di ciò che sta accadendo e non facciamo niente perché non siamo più padroni delle nostre coscienze o almeno questa sarebbe l’unica difesa che ci verrebbe utile davanti alla dea della giustizia.

Siamo dipendenti da un sistema in regime simbiotico, come se avessimo tutti un tumore in testa che non ci uccide ma non ci lascia nemmeno la piena facoltà delle nostre decisioni , viviamo nei limiti che ci impone anche se questi sono ingiusti e nocivi e non possiamo rimuoverlo se non perdendo la nostra vita.

Il sistema va difeso e deve restare così com’è, il sistema è ormai perfetto e dotato di strategie di autodifesa, ha preso vita, è cosciente! E appena si sente minacciato, sposta l’attenzione di continuo su altre cose che lui stesso ci ha insegnato a ritenere di vitale importanza e noi accettiamo queste distrazioni perché ci danno una scusa, un falso alibi, mille falsi problemi di cui preoccuparci così possiamo dire a noi stessi che è colpa del governo, della destra, della sinistra, che dovevamo lavorare, pagare il mutuo, fare la spesa... Noi sappiamo che abbiamo bisogno di un alibi e sappiamo che l’alibi non regge ma essendo tutti complici ci reggiamo il gioco l’un l’altro.

Esiste un'unica grande verità : c’è un bimbo che muore anche mentre stai leggendo questo post e purtroppo ce ne sarà uno anche quando questo post sarà letto un’altra volta tra un mese , un anno e non voglio andare oltre per non inorridire e tu come me sei complice della sua morte e di quella di tutti gli altri, e se pensi che la tua parte sia piccola allora mettiti a contarli tutti da quando puoi dire di avere coscienza che questo accade e vedrai che la tua colpa è senza fine. Ne muore uno ogni tre secondi!!!

Quando faccio questo discorso trovo sempre chi a un certo punto dice “ e le soluzioni? Le alternative quali sono ?” lasciando intendere che parlare è facile quanto inutile e anche che è sempre stato così e che non c’è niente che si possa fare, poi c’è chi mi cataloga ed etichetta come idealista sinistroide. Ai primi posso dire che cominciare ad essere coscienti e cercare di mantenere questa coscienza senza farci distrarre è già un buon inizio, che non bisogna smettere di parlare di un problema e ancora meno vergognarsi o stancarsi e sentirsi addirittura a disagio perché si parla di un problema, perché nel momento in cui parli di un'ingiustizia perché non la vuoi accettare e perché vuoi che si faccia qualcosa contro di essa allora cominci la strada che porta dall’omissione di soccorso al primo soccorso.

Dobbiamo fare in modo che se ne parli, dobbiamo portare i problemi all’attenzione della gente, dobbiamo far si che il problema cominci a pesare per quello che è realmente, dobbiamo unirci in questo e dobbiamo fare in modo che quando troviamo una persona che non sente il problema come proprio si senta a disagio. Non è impossibile se pensate quanto oggi vi sentite strani e a disagio quando all’estero laddove la legge sul fumo non è ancora passata vi accendete una sigaretta in un locale; le dinamiche psichiche sono la chiave della nostra redenzione e la strada verso l’innocenza.

Ai secondi mi viene solo da dedicare epiteti ingiuriosi ma sono educato e cerco sempre la strada del dialogo: la vita di un bambino è un bene prezioso universale e sta al di là di qualsiasi posizione politica.

Oggi dobbiamo fare qualcosa perché possiamo, perché sappiamo, perché liberarci di quel tumore che chiamo sistema porrà fine alla nostra vita così come la conosciamo ma ci restituirà la vita così come dovremmo conoscerla.


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