martedì 16 febbraio 2010

Il meme … altruista PRIMA PARTE

"Che cosa voglio ?" Penso, cerco di rispondere con sincerità a me stesso e mento. Perché una risposta in termini pragmatici è tanto differente da una risposta speculativa?
Perché rispondere significa mettersi in discussione e rispondere con sincerità significa sentirsi inevitabilmente falliti.
Cosa significa realizzarsi?
Sono i desideri che riusciamo ad avverare che ci rendono felici?
Dovrebbe essere così ma non lo è mai. Dovrebbe essere così ma non lo è più … data la natura artificiosa dei desideri odierni.

Secondo la piramide di Maslow (teoria del 1954) l’individuo che si auto realizza è colui che riesce a soddisfare i propri bisogni secondo una scala che parte da una base ovvia di bisogni fisiologici passando in modo naturale e automatico all’esigenza di soddisfare bisogni sempre più alti a livello morale , in sostanza l’autorealizzazione passa obbligatoriamente per la strada del soddisfacimento dei bisogni ma questi dovrebbero essere sempre più elevati nella scala dei valori umani e pochi sono coloro che riescono ad arrivare alla punta della piramide.
Se confrontiamo la piramide di Maslow con i desideri più comunemente sentiti oggi, si evince chiaramente che dalla gratificazione dei bisogni primari saltiamo direttamente all’esecuzione dei “bisogni pubblicitari” o meglio, siamo deviati verso questi ultimi stravolgendo la nostra naturale evoluzione.
Per auto realizzarci dovremmo seguire le nostre attitudini ,sfruttare le nostre capacità , seguire la massima nicciana : “diventa ciò che sei”.
Le nostre potenzialità rimangono inespresse o sconosciute per tutta la nostra vita lasciando eventuali pittori, musicisti, scultori, matematici, filosofi, pensatori sopiti in noi e alla base della piramide dove possono al massimo mangiare, bere e dormire.

Quanto ho scritto finora lascia intendere un'umanità narcotizzata al punto di non accorgersi di ciò che vuole ma che è cosciente in qualche modo di ciò che non ha , un'umanità che demotiva, che non fa sperare in un grande futuro per se stessa ma sarebbe una lettura errata della nostra epoca e società.

Il problema è considerarci in un certo senso adulti. C’è da chiedersi innanzitutto rispetto a cosa dovremmo esserlo. Credo che il mondo andrà avanti ancora per diversi miliardi di anni e tra duemila di questi (per dire una cifra casuale) avremmo ancora un largo margine di crescita.
Volendo proprio dare un’età a questo mondo, paragonandola per semplificare a quella di un uomo credo che non si possa andare oltre l’adolescenza. Siamo quindicenni, chi più chi meno, e ci comportiamo come tali : non sappiamo bene quello che vogliamo, ci atteggiamo da adulti, siamo in balia di quello che luccica e di ciò che è bello e lo vogliamo ottenere a qualsiasi costo e subito anche a prezzo della nostra libertà e facciamo danni incredibili presi dall’impeto della nostra gioventù.

Messa in questi termini è facile passare all’ottimismo di cui fra l’altro abbiamo davvero bisogno: dobbiamo solo aspettare che il ragazzo cresca, nel frattempo però il mondo rimane un giocattolo pericoloso da gestire in un’età tanto delicata.
Il nostro compito oggi è quello di crescere e di educare quel ragazzo nonostante il paradosso evidente di trovarsi contemporaneamente nel ruolo di educatori e alunni.

Dobbiamo dirgli di abbandonare l'odio, dobbiamo ripetergli in continuazione e senza mai stancarci che l'amore, l'onestà, l'amicizia, la giustizia sono valori che stanno ben al di sopra di qualsiasi bene materiale, dobbiamo creare fiducia, non essere disfattisti, prospettandogli un mondo possibile in cui potrà vivere in pieno il suo essere, insegniamogli che il consumo di ciò che non serve è un inutile spreco che offende l’intelligenza di ogni essere vivente nonché la propria, diciamogli che se ogni concetto, ogni valore sono trasformati in denaro e pubblicità anche il più piccolo gesto d’affetto perderà la propria spontaneità e ripetiamogli a non finire che questo circolo vizioso può essere spezzato.

Oggi siamo in attesa di una nuova grande rivoluzione. Il mondo non può più essere cambiato con le guerre, con l'odio, con la soddisfazione continua di nuovi e inutili bisogni creati ad arte affinché durino poco per scomparire un attimo dopo l’acquisto per far posto ad altrettanti inutili bisogni in una catena senza fine di cui solo ora stiamo cominciando a intuire il gioco inutile perverso e masochistico.

Dobbiamo affidare il nostro futuro alle parole che diventano coscienza, alle scelte più piccole ma più numerose che ci restituiranno la “Politica” nel senso più puro del termine col potere di un messaggio universale positivo e ancora una volta ripeto non disfattista: “VOGLIAMO LA LIBERTA’ DAL CONSUMO E FIGLI FELICI ”.
Cominciamo col leggere sulle etichette di quello che compriamo ciò che non c’è scritto, EDUCHIAMOCI:

ATTENZIONE : prima di comprare questo prodotto assicurati di averne bisogno e di non averne già uno simile in casa con poche funzioni in meno ma perfettamente funzionante. La ditta produttrice quest’anno ha licenziato persone pur essendo in attivo e sfrutta bambini per la produzione dei pezzi che lo compongono.

Questi prodotti esistono e lo sappiamo tutti ma vi chiedo: il fatto che l’etichetta così come l’ho descritta non venga effettivamente apposta vi fa sentire davvero del tutto innocenti ?

E ancora vi chiedo di riflettere sul potere politico che ogni singola scelta può avere se messa insieme a un comune senso di giustizia : se domani un miliardo di persone (meno di un sesto della popolazione mondiale) decidesse di non comprare mai più anche solo uno di questi prodotti, quale pensate possa essere l’impatto sulle società produttrici?
Organizzandoci, e con internet è in sostanza un gioco, non pensate che il manico del coltello passerebbe dalla parte più giusta? O quantomeno non sarebbe più in mano al quindicenne viziato, egoista e ingordo.

Condivido il malumore generale di chi legge nella nostra epoca una demotivazione tratta da uno stato di cose che sembra non avere una possibile svolta e capisco il pessimismo ma quest'ultimo non lo condivido.

E' fin troppo facile essere negativi e prendere spunti dalla situazione attuale ma ci sono tantissimi segni di qualcosa che si muove, di una presa di coscienza appena nata ma sempre più forte ed è ingiusto per quelli che cercano e riescono a muovere qualcosa sentirsi sempre dire che non c'è niente che si possa fare, che tanto non cambierà mai niente, che l'uomo ormai è corrotto, addormentato e succube del consumo, non tutti gli uomini lo sono e quelli desti sveglieranno i dormienti, non sarà così per sempre.

Ci sono i movimenti di commercio equo-solidale, villaggi ecologici, turismo responsabile, persone sempre più attente ai consumi, aziende disposte a cambiare e spendere per tecnologie energetiche pulite, leggi sul rispetto della natura e scienziati che studiano altre tecnologie per un mondo migliore ma non è tutto anzi non è che una piccolissima parte di quanto davvero si sta facendo e c’è molto di più di questo: c’è l’evoluzione dell’uomo che non si è fermata.

Secondo alcuni studiosi, uno in particolare, dall’evoluzione genetica stiamo passando all’evoluzione memetica che se letta nel modo giusto fa ben sperare ma di questo parlerò nella seconda parte del post …


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