Odio la noia, è difficile anche darle una connotazione precisa.
Nella consapevolezza di uno stato d'animo si riesce perlomeno a definire perfettamente la causa scatenante, come per l'amore, il divertimento, l’odio e il resto dell'ampia gamma di sensazioni disponibili come agenti reattivi alla vita.
La noia è diversa.
Non reagisce alla vita ma nasce dall'assenza di qualsiasi altro stato d'animo: l'antimateria della sensibilità emotiva, un buco nero nell'anima. Ti prende quando non ti senti felice e neanche triste, quando non trovi un passatempo e il tempo sembra scorrere senza un particolare motivo.
E' uno stato del tutto innaturale. Non dovrebbe esistere. L'essere umano oggi si annoia quando non ha qualcosa che gli occupa il cervello con qualche trucco, quando la mente non rivolge in automatico l'attenzione da un pensiero che la tiene impegnata alla gioia che si dovrebbe avere apprezzando il mondo in tutto il suo meraviglioso e naturale splendore, è un “cosa faccio ora ?“ continuo e senza risposta.
Ci siamo disabituati a guardare le cose belle e ancora di più a fare in modo che queste ci circondino. Immaginiamoci per un istante su una spiaggia al tramonto, sulla sabbia tiepida, e senza fare nient’altro, ci staremmo annoiando o godendo la vita?
Quando ho tempo libero leggo, suono,mi informo,scrivo,ascolto della musica; a volte però non ho voglia di fare nessuna di queste attività e istintivamente guardo fuori dalla finestra, come a cercare quello che mi manca fuori nel mondo ma non lo trovo e il mio cervello non trovando risposta non riceve nuovi stimoli e vive la conseguenza innaturale del tedio.
Dobbiamo fare attenzione ai nostri istinti, soprattutto a quelli meno forti dove agiscono sentimenti subdoli come la noia; l'istinto è un'evocazione atavica della nostra natura primordiale se quando non soddisfo fame, sete, pulsioni sessuali, mi sento frustrato sarà ovvio che non appagando la mia fame di bellezza ne risentirò ugualmente, ma perché questo avviene ? La risposta è semplice: quello che la nostra indole cerca là fuori oggi non esiste più, almeno non nella quantità necessaria;è logico pertanto dedurre che quando il suddetto bisogno di bellezza veniva accontentato non doveva esserci noia e questo ci deve far riflettere dal momento che abbiamo la presunzione di esserci tanto evoluti.
Se uscendo di casa trovassi un orizzonte che trova la sua fine solo sposando cielo e terra sono convinto che non chiamerei quei momenti di silenzio con lo sguardo nel vuoto e un cosa faccio ridondante in testa: noia.
La noia è un pezzo della nostra vita che ne va senza emozioni e questo è assolutamente fuori dalla logica di madre natura è come se i girasole nascessero in cantina o ancora peggio scegliessero di nascere al buio.
Il mondo è bello: noi lo nascondiamo ai nostri occhi.
So bene che il mio è un parlare confuso e il vostro sarà un intendere incerto ed è normale perché siamo nati e cresciuti s-naturandoci e ci sembra che questa sia l’unica realtà possibile.
Flora e fauna in armonia con l’uomo e l’uomo in armonia con se stesso e con gli altri e mai per un solo secondo della sua vita solo, questo è un mondo pieno di bellezza, come era in principio e come dovrebbe essere adesso.
Perché mai dobbiamo svegliarci soli, perché questo bisogno di indipendenza estrema che ci porta alla solitudine, perché la maggior parte delle nostre vite le viviamo senza abbracci, carezze, risate, coccole, amore, sorrisi, dolcezza, gioco, compagnia e soprattutto per quale masochistico motivo il tempo della nostra vita unica e breve che dovremmo passare affogando in un mare d’emozioni lo usiamo per procurarci un computer,un cellulare, una macchina, e dulcis in fundo : una casa, terribile e drammatico argomento troppo lungo da trattare; voglio solo dire che siamo riusciti a smontare l'orizzonte che prima era di tutti per venderne i pezzi sul mercato immobiliare, quello che se lo può permettere si compra la vista sul tramonto, il mare, la spiaggia, l’orizzonte pagando tanto di sovrapprezzo sopperendo così in minima parte al proprio fabbisogno di bellezza come antidoto anti-noia monodose giornaliera e quello che non può si arrangia con le sue frustrazioni e poster-placebo di luoghi lontani.
Le nostre vite continueranno in questo modo, non c’è dubbio, perché non riusciamo a vedere diverse possibilità e perché non vogliamo renderci conto della realtà e preferiamo stare ovattati nel nostro mondo di scuse dando così un valore alla nostra vita. E’ tutto molto comprensibile, se penso a quanto ho scritto e faccio i conti le ore di noia diventano in fretta tante ed è un boccone pesante e grosso da mandare giù, ma bisogna sempre tenere viva la coscienza e domandarsi se davvero vogliamo che i nostri figli continuino la strada che noi stiamo percorrendo adesso, se non conviene cominciare a sterzare perché la curva per tornare indietro non si faccia sempre più ampia tanto da diventare dritta … Pensiamo davvero che tanto i nostri figli saranno avvocati , giudici , cantanti famosi, che sfonderanno, che staranno meglio di noi perché li salveremo dai nostri stessi errori iscrivendoli così al concorso per essere infelici e mai all’altezza oppure vogliamo accettare i nostri figli e salvarli dalla competizione che deve per forza di cose far perdere qualcuno Cominciamo con le nostre scelte a regalare loro un mondo che già gli appartiene dove possano vivere sereni, felici, circondati di bellezza e al massimo con una parola in meno nel proprio vocabolario : NOIA.
-
Mercoledi' 03/02/10 " Generazione Peter Pan "
RispondiEliminaQualche giorno fa , mi sono sentito chiamato in causa e ferito dalle dichiarazioni del microministro " Brunetta " riguardo i " bamboccioni " . Ma proprio oggi , a freddo , col senno di poi , ho trasceso le sue parole e ho pensato che, nella sua etichettatura , ha semplicemente sbagliato il termine. Noi, non siamo una generazione di bamboccioni ma di Peter Pan!
Eterni adolescenti, siamo nati da quegl'uomini di ferro dei nostri genitori,cresciuti all'ombra della guerra, cresciuti nella miseria, con i calli nelle mani, nella miseria nera , in famiglie numerose dove si sgomitava per mangiare un piatto di pasta al pomodoro. Non abbiamo certo preso da loro che a 15 anni , erano già adulti che emigravano a mille chilometri da casa , con la valigia di cartone e l'obbiettivo di dare ai propri figli tutto quello che non avevano potuto avere Loro, sgobbando magari per 12 ore in qualche fabbrica. Ma forse hanno frainteso e ci hanno dato le cose sbagliate:
figli imborghesiti degli anni 90, cresciuti sui divani di pelle davanti alla tv con le serie americane e le prime consolle dei videogiochi,non abbiamo avuto nessuna guerra , nessuna ristrettezza economica , nessun problema con il piatto di pasta la sera . La vita per noi è stata solo in discesa, e anche se adesso ci sentiamo meglio di quest'ultima generazione , solo perchè noi, ci sbucciavamo le ginocchia in cortile, giocando a pallone, e siamo stati gli ultimi ad andare all'oratorio a bere la spuma, non siamo tanto meglio di loro . Ci ritroviamo a trent'anni,annoiati , insoddisfatti e delusi dalla routine della propria vita, sempre alla ricerca della fuga dai vincoli e dalle situazioni statiche delle responsabilità ma incapaci di dare una svolta . Per sfogarci , postiamo sui blog e abbiamo 300 amici in facebook , non siamo incapaci di scendere in piazza a reclamare i nostri diritti, nemmeno quelli che ci appartengono , come ad esempio il diritto al lavoro.
Non sappiamo cos'è la libertà e la lotta per l'indipendenza , perchè ce le siamo trovate in tasca , avvolte in carta velina. Sbraitiamo davanti a questa politica vecchia e corrosiva , ma ne siamo lontani e anzi ci annoia anche un po'farne parte in modo attivo.Nel frattempo questo popolo di vecchi mafiosi e burocrati, controllano le nostre vite; << che se solo avessero gli strumenti e la nostra conoscenza , al posto nostro, avrebbero già ribaltato il mondo!!>>.
E noi ?? ci sentiamo ancora i ragazzi del muretto?? a 30 anni,con la canna in bocca , l'Iphone in tasca, e le rate della macchina nuova. Incapaci fino in fondo a creare una famiglia perchè ancora ancorati a quella d'origine,come possiamo mettere al mondo dei bambini se NOI stessi siamo ancora dei bambini? sempre piu' spesso facciamo crescere i figli dai nonni e ci separiamo dopo qualche anno di matrimonio ,perchè ci illudiamo che qualcun altro ci possa dare una nuova " passione dell'amore" , proprio quella, che identifica l'adolescente nella sua prima fase delle relazioni e intanto gli anni passano e la vita ci sfugge dalle mani...
"La nostra grande guerra e' la spirituale, la nostra grande depressione e' la nostra vita."
Claudio.
io credo che tutto dipenda da noi:ipotizzando che il giardino sia il simbolo della mente,dovremmo far si' di nutrirlo e coltivarlo como se fosse un giardino fertile,pieno di fiori..e fiorira' molto piu' in la' di qualsiasi aspettativa..se lasciamo invece che l'erba mala cresca,non riusciremo mai ad incontrare la pace di spirito e l'armonia interna..i bravi giardinieri controllano i suoi giardini come soldati orgogliosi e fanno si' che niente possa contaminare cio' che piantano..facciamo caso nei residui tossici che la maggior parte di noi mette nel fertile giardino della sua mente,giorno dopo giorno:preoccupazioni,ansieta',la nostalgia del passato o calcoli sul futuro e le paure che gli stessi alimentano e che possono distruggere il mondo interiore di qualsiasi persona;per vivere in pieno splendore non possiamo permetterci il lusso di un solo pensiero negativo..bisogna far guardia e lasciare che nel tuo giardino entrino solo informazioni selette!ho letto da qualche parte che una persona normale,in un giorno normale,abbia circa 60000 pensieri,di quali il 99% erano gli stessi del giorno prima!!!e' la tirannia dei pensieri negativi:la gente che pensa le stesse cose tutti i giorni,cose negative in grande maggioranza,sono cadute in cattive abitudini mentali..alcuni si preoccupano di tragedie sociali o problemi finanziari,altri si lamentano della propria infanzia;addirittura altri ancora si preoccupano di cose assolutamente insignificanti:il modo in cui un dipendente lo abbia trattato o il pettegolezzo di un collega di lavoro..in questa maniera permettono que le preoccupazioni privano alla sua mente la sua forza vitale;stanno bloccando l'enorme potere della mente che ha per apportare felicita' fisica e spirituale..queste persone non si rendono conto che amministrare la mente e' amministrare la proprio vita!!la maniera di pensare dipende dall'abitudine..potendo controllare i pensieri che ognuno introduce nella sua mente in ogni minuto di ogni giorno,uno inizia a controllare il suo destino;e la noia fa parte di quella zizzania che cresce nel giardino della nostra mente,basta solo "SVEGLIARSI"...perche' chi guarda verso fuori sogna,chi guarda verso dentro si risveglia..
RispondiEliminaConcordo con Mahdy, bisogna iniziare da noi per far si che le cose cambino, e bisogna concentrarsi su se stessi e la consapevolezza che si ha di se, perchè se uno si piace di riflesso piace anche agli altri e trasmette positività, allegria e tutte le cose belle che si porta dentro. Lamentarsi serve a poco o addirittura peggiora le cose, perchè ok se la lamentela è costruttiva ma se no rischia solo di buttarci giù con tutte le conseguenze del caso.
RispondiEliminaQuanti dici? 60.000 pensieri? Di sicuro non hanno usato me x il sondaggio, perchè per fortuna io non penso, avrei abbassato la media di brutto...non penso ma me la rido un sacco!!!
ahahahhahahahuahauahauahauahahahaha!!!!
Ciao a tutti voi annoiati, bamboccioni, peter pan e coltivatori diretti, vi regalo un piccolo ma grande sorriso ;-) Dè
(Commenta come "Anonimo"?Sì, però solo in quanto consapevole di non avere un'identità prestabilita, e me ne vanto!In realtà perchè non ci capisco un c...o di url, world press,account ecc..)
RispondiEliminaCaro Dome,
Già dire "odio la noia" significa che non ti stai annoiando. La noia è inconsapevole.
Dato che non sono brava a scrivere, utilizzo delle citazioni per commentare quanto ho letto, o comunque per scriverti ciò che i tuoi pensieri mi hanno ispirato.
Di Walt Whitman:
"Ohimè! O vita! Per queste domande sempre ricorrenti,
per la folla infinita di infedeli, per le città piene di sciocchi,
per il mio continuo rimproverarmi, poiché chi è più sciocco di me e più infedele?
Per gli occhi invano assetati di luce, per gli oggetti perfidi, per la lotta sempre ritrovata,
per gli scarsi risultati di tutti, per le sordide folle che vedo attorno a me avanzare con fatica,
per gli anni inutili e vuoti di coloro che rimangono, con il resto di me avvinghiato,
La domanda, Ohimè! Così triste, così ricorrente
- Cosa c'è di buono in tutto questo? Ohimè! O vita!
[ Risposta ] Che tu sei qui - che la vita esiste, e l'identità,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuire con un verso."
ed ancora di Whitman da "il canto di me stesso" (che a mio parere, contrariamente a quanto possa far pensare il titolo è tutt'altro che un pensiero egoistico)
".. Esistere in qualsiasi forma, che cosa è? (in cerchio andiamo noi, tutti noi, e sempre torniamo nella medesima posizione). Io semplicemente mi muovo, premo, sento con le dita, e sono felice, entrare in contatto con qualcun altro è quasi il massimo che posso sostenere… Ostentazione del sole, io non ho bisogno di espormi a te, cammina! Tu illumini soltanto superfici, io forzo superfici e profondità. Terra! sembra che tu aspetti qualcosa dalle mie mani, di', vecchia testona, cosa vuoi? Uomo o donna, vi direi quanto vi amo, ma non posso, vi direi quanto è in me e quanto in voi, ma non posso, vi direi lo struggimento che ho, quella pulsazione delle mie notti e dei miei giorni. Badate, io non do conferenze né faccio la carità, quando do.. do me stesso. Tu là, impotente, debole sulle ginocchia, apri le tue mandibole velate sinché io non soffi energia dentro di te, stendi le palme della mano e solleva i risvolti delle tasche, io non posso essere ostacolato, io forzo, io ho provviste che me ne avanzano, e tutto ciò che ho lo regalo. Io non ti chiedo chi sei, non è importante per me, tu puoi non far niente, non essere niente altro, soltanto ciò che io chiudo in te…..
C'è questo in me - io non so che cosa è - ma so che è in me. Contorto e sudato - calmo e fresco poi diventa il mio corpo, io dormo - dormo a lungo. Io non lo conosco - è senza nome - è una parola non detta, non è nei dizionari, tra le espressioni, tra i simboli. Qualcosa lo fa oscillare su più terra di me, amica ne è la creazione, il cui abbraccio mi sveglia. Forse potrei dire di più. Lineamenti! Io intercedo per i miei fratelli e le mie sorelle. Vedete, fratelli, sorelle? Non è caos o morte - è forma, unione, progetto - è vita eterna - è Felicità."
Di Italo Calvino da "Le città
invisibili" 1972
"L'inferno
dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui,
l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci
sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e
diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed
esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e
cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli
spazio."
Michela